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Uno dei settori in cui la Fondazione ha sviluppato le sue competenze è l’Information Technology (IT), che si è affermata negli ultimi anni come un potente strumento per il progresso della ricerca scientifica in numerosi campi e specialmente in campo biomedico. La Fondazione Gianni Benzi ha attivato questo specifico settore dotandosi di un IT-Lab. 

A Febbraio 2020 due dei ricercatori della Fondazionel’Ing. Giuseppe Digregorio e la Dott.ssa Elisabetta Volpe, hanno conseguito il Master di II livello in Data Science - Metodologie, analisi, progettazione, soluzioni, attivato dal Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in collaborazione con SPEGEA Business School. Il Master è finalizzato alla formazione del Data Scientist, figura professionale che attraverso competenze multidisciplinari è in grado di gestire grandi quantità di dati, estrarre conoscenze e presentarle, garantendo un efficace sistema di supporto alle decisioni. 

Per l’occasione Giuseppe ed Elisabetta hanno riportato la loro esperienza. Entrambi hanno applicato algoritmi di Machine Learning (ML), un ‘applicazione del Data science, al settore sanitario con lo scopo di individuare modelli predittivi, utili a fornire suggerimenti per l’identificazione dei bisogni sanitari e delle conseguenti misure da adottare. Durante questo percorso formativo sono state utilizzate le tecniche di una disciplina trasversale come il Data Science, in ambito medico e farmacologico che ad oggi rimane ancora, sotto questo punto di vista, poco esplorato. In particolare, la tesi di Giuseppe si è focalizzata sull’analisi dei dati sanitari provenienti dai medici di medicina generale riguardanti le prescrizioni al fine di individuare correlazioni tra i farmaci prescritti e tra questi e i principali parametri descrittivi dello stato di salute del paziente. Secondo Giuseppe l’adozione delle tecniche di ML ai campi di interesse di Fondazione rappresenterebbe un vantaggio, in quanto permetterebbe alla Fondazione di allargare i suoi obiettivi e di aprire nuove linee di ricerca in questo settore che è in continua evoluzioneNello specifico l’analisi in larga scala dei pazienti darebbe la giusta spinta alla ricerca in ambito sanitario, non solo nella valutazione di nuovi farmaci, ma anche nella scelta e ottimizzazione di un nuovo trattamento clinico grazie anche ai software gestionali medicie ai servizi di e-Health. 

Elisabetta si è, invece, concentrata sulla manipolazione del dataset Orphadata che consiste in una parziale estrazione dei dati contenuti nel database Orphanet e presenta informazioni su malattie rare e farmaci orfani. Nel suo lavoro si è posta l’obiettivo di valutare e confrontare lo stato dei farmaci orfani non ancora autorizzati all'immissione in commercio e quelli già commercializzati nell'Unione Europea e negli Stati Uniti. Elisabetta spiega che questa esperienza, oltre ad arricchire le sue conoscenze nell’ambito di uno dei principali ambiti di studio della Fondazione, le ha dato l’opportunità di applicare le tecniche di data mining all’analisi degli Health DataIn futuro le potenzialità informative contenute nei dati farmaceutici relativi agli orphan drugs (caratteristiche, popolazioni target e andamento dei trial clinici) potranno essere valorizzate attraverso l’applicazione del ML per la predizione del possibile esito del percorso di nuovi farmaci, sostenendo così il campo delle malattie rare che ancora oggi riceve scarsa attenzione. 

Introducendo il concetto di “Data Science” si comincia a parlare di una nuova medicina e di un nuovo modo di fare ricerca e continuare a investire in questo settore potrebbe rappresentare un’occasione per svelare il grande valore che ancora si cela nell’oceano degli Health Data. 

Queste esperienze dimostrano come allargare le prospettive verso nuovi approcci possa contribuire a migliorare il raggiungimento degli obiettivi della ricerca! 

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